|
DAL MEIN KAMPF DI ADOLF HITLER
CAPITOLO III: cittadini e soggetti dello stato
In generale quell'istituto che oggi viene chiamato Stato conosce due sole specie di uomini: cittadini e stranieri. Cittadini sono tutti quelli che o per la loro nascita o per essere stati più tardi incorporati nello Stato posseggono il diritto di cittadinanza; stranieri sono coloro che posseggono questo diritto in un altro Stato. Fra gli uni e gli altri vi sono delle comparse: i cosiddetti "apolidi": uomini che hanno l'onore di non appartenere a nessuno degli Stati odierni, e quindi non posseggono in nessun luogo il diritto di cittadinanza.
Il diritto di cittadinanza s'acquisisce oggi in prima linea col nascere entro i confini d'uno Stato. La razza o l'appartenenza alla nazione non hanno in ciò nessuna parte. Un negro, vissuto una volta nei territori di protettorato tedesco, ed ora dimorante in Germania, mette al mondo un figlio che è "cittadino Tedesco". E così, ogni figlio di Ebrei o di Polacchi o di Africani o di Asiatici può essere senz'altro dichiarato cittadino tedesco.
Oltre alla cittadinanza acquisita con la nascita, sussiste la possibilità di diventare cittadini più tardi. Possibilità connessa con varie condizioni preliminari, per esempio, col fatto che il cittadino non sia, possibilmente, né un ladro né un leone,che non sia pericoloso dal punto di vista politico, che non riesca di "peso" alla sua nuova patria politica. Naturalmente il nostro tempo materialistico pensa solo ad un "peso" finanziario. Anzi, per affrettare l'acquisto della cittadinanza giova oggi indicare nel candidato un futuro ottimo pagatore d'imposte.
Considerazioni razziste non vi hanno la minima parte.
L'acquisto della cittadinanza si svolge non diversamente dalla ammissione in un club automobilistico. Il candidato presenta la sua richiesta, si procede ad un'indagine, la richiesta è accolta, e un bel giorno gli si fa conoscere con un biglietto che è diventato cittadino dello Stato. E la notizia gli è data in forma umoristica: a colui che finora è stato un Zulù o un Cafro si comunica che "è diventato tedesco"!
Siffatto sortilegio è la prerogativa di un semplice funzionario. In un batter d'occhio, questo funzionario fa ciò che nemmeno il Cielo potrebbe fare. Un tratto di penna, e un Mongolo diventa un autentico "Tedesco".
Non solo non ci si cura della razza di quel nuovo cittadino, ma non ci si preoccupa nemmeno della sua sanità fisica. Egli può essere roso dalla sifilide quanto vuole, tuttavia è benvenuto quale cittadino per lo Stato odierno, purché non rappresenti né un onere finanziario né un pericolo politico.
Così ogni anno quel mostro che è chiamato Stato assorbe elementi velenosi da cui non può più liberarsi.
Il cittadino stesso si distingue dallo straniero solo in questo, che a lui è aperta la via degli uffici pubblici, che deve eventualmente prestare servizio militare e che può partecipare, attivamente e passivamente, alle elezioni. In complesso, è tutto qui. Perchè non di rado anche lo straniero gode la protezione dei diritti civili e della libertà personale: per lo meno, così è nell'attuale repubblica tedesca.
So che queste cose non si odono volentieri; ma non esiste nulla di più assurdo, di più irritante dell'odierno diritto di cittadinanza. C'è oggi uno Stato in cui si manifestano almeno i primi indizi d'una concezione migliore: e non è la nostra esemplare repubblica tedesca, ma l'Unione americana, dove si tenta di fare appello almeno in parte alla ragione. L'Unione americana rifiuta gli elementi cattivi dell'immigrazione, ed esclude semplicemente certe razze dalla concessione della cittadinanza: e con ciò professa già, in inizi ancora deboli, una mentalità che è propria del concetto nazionale di Stato.
Lo Stato nazionale ripartisce i suoi abitanti in tre classi: cittadini, appartenenti allo Stato, e stranieri.
La nascita conferisce solo l'appartenenza allo Stato.
Questa, per sé, non rende capaci di coprire cariche pubbliche né di esercitare un'attività politica partecipando alle elezioni. In ogni appartenente allo Stato si deve, in prima linea di principio, stabilire la razza e la nazionalità. L'appartenente allo Stato può sempre rinunziare a questa appartenenza e diventare cittadino dello Stato la cui nazionalità risponde alla sua. Lo straniero si distingue dall'appartenente allo Stato solo in questo, che appartiene anche ad uno Stato estero.
Il giovane di nazionalità tedesca, appartenente allo Stato, ha l'obbligo di compiere l'educazione scolastica prescritta ad ogni Tedesco. Così si assoggetta all'educazione necessaria a diventare un membro del popolo avente coscienza della razza e della nazionalità. Dovrà più tardi adempiere le esercitazioni fisiche ordinate dallo Stato e infine entrare nell'esercito. L'educazione nell'esercito è generale: deve comprendere ogni singolo Tedesco e renderlo idoneo ad impiegare le sue facoltà fisiche e intellettuali ad usi militari. Quando il Giovane, sano e virtuoso, ha terminato il servizio militare, gli viene conferito il diritto di cittadinanza. E' questo il più prezioso documento per la sua vita terrena. Con esso assume tutti i diritti del cittadino e ne gode tutti i vantaggi. Perché lo Stato deve fare netta distinzione fra quelli che, in qualità di membri del popolo, sono artefici e portatori della sua esistenza e della sua grandezza, e quelli che soggiornano entro i confini d'uno Stato unicamente per farvi i loro guadagni.
Il certificato di cittadinanza deve essere conferito con un solenne giuramento da prestare alla comunità nazionale e allo Stato. Questo documento deve essere come un legame allacciante tutti i ceti e varcante tutti gli abissi.
L'essere come spazzino cittadino d'un tale Reich sarà onore più alto che l'esser re in uno Stato straniero.
Il cittadino è privilegiato di fronte allo straniero.
E' il padrone del Reich. Ma quest'alta dignità comporta doveri.
Chi non ha onore né carattere, il volgare malfattore, il traditore della patria può essere privato di tale onore; e così ridiventa un semplice appartenente allo Stato.
La fanciulla tedesca è appartenente allo Stato; solo il matrimonio la rende cittadina: Ma il diritto di cittadinanza può essere conferito alle Tedesche, appartenenti allo Stato, che si guadagnano la vita. |